Ingegneria Naturalistica

Le origini e le tappe storiche

L’ingegneria naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica relativamente recente, anche se le prime esperienze documentate mediante relazioni, rapporti e pubblicazioni sono ascrivibili a partire già dall’Ottocento, in particolare nell’area alpina di lingua tedesca (Austria, Svizzera).
In verità, anche se non possiamo parlare di interventi di IN propriamente detti, possiamo certamente dire che già gli antichi romani possedevano conoscenze approfondite nel settore agronomico, come testimoniano varie opere di Catone (234 a.C.-149 a.C.), Cesare (100 a.C.-44 a.C.), Virgilio (70 a.C.-19 a.C.) e Columella (I sec. d.C.).
I Romani erano notoriamente pragmatici e, quindi, le loro conoscenze avevano finalità eminentemente applicative: nei loro trattati vengono affrontate, infatti, con metodo scientifico, le vaste problematiche dello sfruttamento dei terreni per fini agricoli e per l’allevamento degli animali e vengono forniti anche precisi dati numerici progettuali (Columella in “De Re Rustica” libro V,3,1-4).
Rispetto ai fondamenti dell’IN, nella letteratura classica latina, ed in particolare in Columella, si trovano numerosi riferimenti sia alla parte viva che alla parte strutturale delle opere, che mostrano come i principi di base per la realizzazione di tali interventi fossero noti nel mondo latino.

Che cos’è l’Ingegneria Naturalistica?

Uno dei fondamenti dell’IN è l’utilizzo delle piante come materiali da costruzione, così com’è indicato nella già richiamata definizione di Schiechtl (1973): “l’Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiali da costruzione, di piante viventi, di parti di piante o addirittura di intere biocenosi vegetali, spesso in unione con materiali non viventi come pietrame, terra, legname, acciaio”.
Si utilizzano, per descrivere questa tipologia di opere, i termini:

  • ingegneria, in quanto si utilizzano dati tecnici e scientifici a fini costruttivi, di consolidamento ed antierosivi;
  • naturalistica, in quanto tali funzioni sono legate ad organismi viventi, in prevalenza piante di specie autoctone, con finalità di ricostruzione di ecosistemi naturali ed all’aumento della biodiversità.

Tali tecniche sono caratterizzate da un basso impatto ambientale e si basano essenzialmente sulle caratteristiche biotecniche di alcune specie vegetali, di cui è doveroso citare, tra le altre, la capacità di sviluppo di un considerevole apparato radicale e l’elevata capacità di propagazione vegetativa. Queste qualità sono direttamente funzionali ad un’efficace azione di trattenimento delle particelle di terreno e ad una più veloce e diffusa ricolonizzazione vegetale di ambienti degradati.
I materiali vivi possono poi essere affiancati sia da materiali biodegradabili di origine naturale che da altri materiali quali pietrame, ferro o prodotti di origine sintetica, in diverse combinazioni che consentano un consolidamento duraturo delle opere.

Associazione Ingegneri per l’Ambiente ed il Territorio – AIAT Campania

Giornata di Studio d’ingegneria Naturalistica_convegno SIGEA 2009

Giornate Studio d’Ingegneria Naturalistica_convegno AIPIN 2008

Seminario Tecnico uilizzo ingegneria naturalistica_Ordine dei Geologi della Campania 2004